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L’8 giugno 2010 si sono conclusi i lavori delle commissioni II e V del Consiglio Superiore di Sanità, relativi alla definizione delle schede inerenti il decreto sulle apparecchiature elettromeccaniche per uso estetico previsto dall’articolo 10 della legge 1/90.  Nel corso della riunione, alla quale hanno partecipato anche i rappresentanti del Ministero dello Sviluppo Economico, che ha visto il raggiungimento di un accordo unanime circa l’assetto delle schede, è stata definita l’eliminazione delle apparecchiature per la cavitazione e di quelle per il fotoringiovanimento, che non sono considerate di pertinenza dell’estetista e che quindi non verranno ricomprese nell’elenco, almeno nella prima stesura dello stesso. 
L'estetista colpevole di non aver svolto bene il proprio lavoro provocando danni al cliente dovrà pagare allo stesso anche i danni morali. Con questa decisione la IV Sezione penale ha reso definitiva una condanna nei confronti di un centro estetico di Civitanova Marche, per le lesioni provocate alla cliente che si era sottoposta ad un trattamento estetico laser depilatorio ed era rimasta ustionata alle gambe.
A 20 anni di distanza della Legge 1/90, una buona proposta di Legge per il settore Estetico ispirata da CNA e Confartigianato. È stata presentata, alla Camera dei Deputati, la proposta di legge n. 3107 "Disciplina dell'attività professionale nel settore delle scienze estetiche e bionaturali".Il testo presentato tiene conto del contributo fornito unitariamente da CNA e Confartigianato. Si tratta di una proposta che si pone l'obiettivo di ridefinire le regole che governano il settore estetico, tenendo conto dei progressi e delle modifiche che hanno caratterizzato il "mondo del benessere" in questi anni. Una legge che, innovando le regole di 20 anni addietro, serve a fare ordine in un mercato in forte evoluzione e a fronteggiare un mercato minacciato dalla concorrenza sleale di operatori improvvisati e/o irregolari, con grave pericolo per la salute degli utilizzatori dei servizi. L'iniziativa intende dare

Ritardi normativi per l’Estetica

Scritto da Mercoledì, 02 Dicembre 2009 17:39
Sulle apparecchiature elettromeccaniche c’è ancora molto da fare. La Legge n. 1 del 4 gennaio 1990 recante “Disciplina dell’attività di estetista” prevede all’art. 10 l’emanazione di un decreto da parte del Ministro dell'industria, recante norme dirette a determinare le caratteristiche tecnico-dinamiche ed i meccanismi di regolazione, nonché le modalità di esercizio e di applicazione e le cautele d'uso degli apparecchi elettromeccanici di cui all'elenco allegato a detta Legge. Ad oggi, purtroppo, nonostante le reiterate sollecitazioni da parte delle Organizzazioni nazionali di rappresentanza del settore, non esiste alcun atto normativo nazionale al quale le Regioni possano fare riferimento che indichi in modo inequivocabile gli intendimenti dell’Autorità competente al riguardo. Questo comporta una situazione di assoluta confusione nell’ambito della quale proliferano orientamenti eterogenei sia da parte delle Regioni che delle stesse Estetiste, spesso non correttamente orientate sulle apparecchiature da installare presso i propri centri. Benedetto Recchia: Presidente Provinale CNA Unione Benessere e Sanità: La CNA ritiene necessario porre l’attenzione sulla delicata situazione creatasi in relazione
In tempi nei quali la disoccupazione e la perdita di posti di lavoro appaiono temi drammaticamente all’attenzione dell’opinione pubblica, sembrano esserci situazioni in cui il problema per alcune tipologie di imprese è rappresentato dalla difficoltà di reperire figure professionali specifiche, siano esse “high skill” oppure “low skill”. L’indagine condotta da Unioncamere con il supporto del Ministero del Lavoro presentata in questi giorni a Roma mostra infatti alcuni dati di estremo interesse in termini di occupazione e questo nonostante le previsioni formulate da 100 mila aziende con almeno un dipendente, segnalino quest’anno una flessione del lavoro dipendente nell’industria e nei servizi pari a quasi 213 mila unità rispetto al 2008 (-1,9%). In particolare acconciatura ed estetica sono tra i settori
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